Impianto allarme: tutte le tipologie

tipologie-impianti-videosorveglianzaOggi l’impianto d’allarme non suona mai a sproposito. Vogliamo sfatare questo mito parlando di questa tipologia di prodotti in questa guida che non è dedicata a tecnici, bensì a chi si sta accingendo all’acquisto di un impianto d’allarme per la propria casa o per l’ufficio.

Chiarendo subito che non vogliamo rivolgerci a persone altamente qualificate, ma a tutti i comuni utenti interessati all’acquisto di un impianto d’allarme, avanziamo questa che vuole essere una guida utile a consigliarvi proprio nella comprensione di quale può essere l’antifurto o il sistema di sicurezza più adatto alle vostre esigenze.
In questa breve premessa, quindi, vorremmo farvi comprendere come il sistema d’allarme giusto è quello che corrisponde proprio ai vostri bisogni, ossia che riesce a mettere in sicurezza la vostra abitazione o il vostro luogo di lavoro proprio come voi volete che faccia.
E questo perché esistono tante tipologie di antifurto e allarmi: bisogna solo trovare quello che cerchiamo.

Conoscere il luogo da proteggere

Il primo passo da svolgere per affrontare con consapevolezza la scelta dell’impianto allarme giusto è quello di valutare bene la casa o l’ufficio a cui questo deve essere applicato. Come fare?
Quello che ci interessa è individuare bene tutti i punti (finestre, porte, balconi) da cui potrebbero entrare eventuali intrusi. In questa valutazione è necessario prendere in considerazione anche a che livello si trova l’abitazione o l’ufficio: sono al piano terra, quindi ogni apertura che da verso la strada è potenzialmente pericolosa, o sono al terzo o quarto piano di un condominio? In quest’ultimo caso diventa necessario, per proteggere i nostri beni, applicare un impianto che protegga, oltre alla porta d’ingresso, solo quelle finestre e balconi adiacenti alla tromba delle scale o agli appartamenti vicini.
Inoltre è bene considerare anche se, nel nostro caso, è utile prevedere un impianto che protegga anche noi persone fisiche durante la permanenza in casa o in ufficio.
Infatti, esisitono anche impianti d’allarme che “parzializzano” il loro raggio d’azione e che, proteggendo solo i perimetri di casa, ci permettono di muoverci all’interno come se niente fosse.

Da cosa è composto un sistema antifurto.

La centralina è il complemento fondamentale: si tratta del cervello che permette al sistema di rilevare immagini e dati e di gestirli come informazioni. Naturalmente non gestisce solo i segnali in ingresso, che sono rilevati da telecamere e sensori, ma anche i segnali in uscita rappresentati dagli impulsi che, ad esempio, fanno partire gli allarmi.
I sensori, poi, sono gli “occhi” dell’impianto, ossia gli strumenti collegati alla centralina che permettono di rilevare immagini e dati. Si distinguono in periferiche di entrata, che permettono di rilevare i dati e che sono rappresentati dai sensori di superficie e volumetrici, e in periferiche di uscita che emettono l’allarme quando la centralina da l’impulso.
Quindi ci sono anche i dispositivi di comando che permettono di attivare o disattivare la protezione: distinguiamo telecomandi, radiocomandi, chiavi, tastiere.

Scegliere l’impianto

Conosciamo i vari tipi di impianto per capire quale di essi fa al caso nostro:

• Impianti con sensori a infrarossi
Si tratta degli impianti più scelti. Tecnicamente sono dotati di sensori passivi che rilevano la variazione di temperatura in un ambiente: riescono a farlo attraverso una lente che suddivide un volume, ad esempio una porzione di stanza, in fasci e piani che se vengono ad incontrarsi con un corpo umano generano l’allarme. Questo tipo di sensori ha la peculiarità di risultare fortemente immune dai falsi allarmi ed è di semplice installazione. Inoltre consumano pochissima energia e, non superando la barriera fisica rappresentata dalle pareti, non causano alcun problema e sono molto semplici da installare.
• Impianti con sensori a microonda
Si tratta di impianti più complessi poiché i sensori a microonda sono dei piccoli radar che funzionano secondo il principio conosciuto come effetto Doppler. Questo tipo di impianti sono generalmente impiegati per garantire alti livelli di sicurezza. Ma un aspetto negativo da prendere in considerazione è rappresentato dalla maggiore complessità di progettazione e installazione inevitabilmente legata alla valutazione della portata del sensore ed alle eventuali interferenze. Il consumo costante della microonda è più elevato rispetto al caso precedente e prevede una necessaria alimentazione con fili.
• Impianti con sensori a doppia tecnologia
in questo caso sono applicate entrambe le tecnologie su descritte. Sono molto scelti da chi vuole un impianto domestico efficiente perché, pur essendo leggermente meno sensibili, risultano molto più affidabili dei singoli sensori. In questo caso possiamo parlare, comunque, di un buon rapporto qualità / prezzo. Specifichiamo, però come tale tipologia di impianti genera un allarme solo quando entrambi i sensori ( infrarossi e a microonda) rilevano dati tali da mettere in guardia la centralina.
• Impianti con contatti magnetici
In questo caso il sistema vigila direttamente su eventuali punti di accesso, ossia porte e finestre o comunque dove esiste un passaggio che può essere aperto o chiuso. Per il suo funzionamento è previsto che dei magneti di varie forme e tipologie vengano applicati in telai e battenti di porte e finestre. Infatti, una volta attivato il sistema. Tali magneti hanno la stessa funzione di interruttori: se vengono separati permettono all’allarme di scattare.
Il costo dell’impianto non è affatto eccessivo, mentre per quanto riguarda l’applicazione segnaliamo una certa complessità prevista per l’impianto con collegamento per mezzo di fili.
Sarebbe bene optare per la versione senza fili, più costosa, ma decisamente più pratica.

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